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 I SEGRETI DELLO ZODIACO

raccontati da Enrico Collo



Capricorno

CAPRICORNO - SEGNO DI TERRA

PERIODO ASTROLOGICO: 
22 DICEMBRE - 20 GENNAIO 

EFFETTIVO PASSAGGIO DEL SOLE NELLA COSTELLAZIONE: 
20 GENNAIO - 15 FEBBRAIO

Il mito

Il Capricorno è un'altra figura mitologia affascinante e misteriosa: metà capra e metà pesce; ma che razza di animale animale sarà mai questo? La leggenda di questo segno è bellissima, e merita di essere raccontata data l'importanza del personaggio. Il caprone in realtà è Pan, il dio della natura selvaggia e degli istinti primitivi dell'uomo. Per gli antichi era anche il dio degli scherzi, che sovrintendeva alle feste burlone che ancora oggi celebriamo con il Carnevale. Rappresentava anche il Sole ragazzino,  vivace e allegro come siamo tutti noi da bambini. Ad ogni festa sull'Olimpo lui presentava il suo spettacolo, come un simpatico giullare che faceva ridere tutti gli dei; ma era anche amante della musica: avete mai sentito parlare del flauto di Pan, costruite con le canne di uno stagno mentre inseguiva una ninfa del bosco?
Il suo scherzo preferito sapete quale era? Nascondersi nel folto della foresta e, quando passava una ragazza o un giovane già impauriti per conto loro, uscire con un gran balzo da dietro un cespuglio lanciando un urlo terrificante: dallo spavento che provocava ai poveri malcapitati nacque la parola "panico". Faceva talmente paura, e i suoi modi erano talmente grossolani e volgari, che col Cristianesimo venne trasfomato nel diavolo in persona: avete presente quei simpatici diavoletti con le corna in testa, la coda fra le gambe, il corpo e i piedi da capra? Proprio lui, poverino!
Fu proprio Pan ad allevare Giove in fasce quando la mamma Rea lo salvò dalle fauci di suo padre, il crudele Saturno, il dio del tempo che divora tutto. Nascose il piccolo Giove nella foresta, al riparo di una grotta, e lo fece allattare dalla capretta Amaltea, che appare fra le stelle nella costellazione dell'Auriga, il cocchiere che trasportò il bimbo divino sulla Terra: il nome di quella stella è Capella, la capretta.

Un'altra volta Pan salvò Giove da morte certa, e sarà questo il motivo della coda da pesce. Quella volta, come ogni pastore che ha delle capre sa bene, si trovava sulla punta più rocciosa e impervia dell'Olimpo. Da lassù il panorama era splendido: dalla Grecia lo sguardo raggiungeva le coste dell'Italia e laggiù, lontana lontana, riusciva a scorgere anche la Sicilia. Fu in quell'istante che si accorse di un mostro terrificante, il temibile Tifone, scaturì come una belva inferocita dal vulcano dell'Etna, sotto forma di una grande eruzione. La grande nuvola nera del mostro viaggiava in direzione dell'Olimpo, con l'intenzione di uccidere tutti gli dei! Con dei grandi balzi Pan scese nella dimora degli dei per avvisarli del pericolo, e li consigliò di trasformarsi in animali selvatici, di modo che Tifone non li potesse riconoscere: ecco allora che il monte Olimpo si riempì di mucche al pascolo, di greggi di pecore, di camosci, di stambecchi e di simpatiche marmotte. Per fortuna, appena in tempo... ma lui, che era caprone, cosa poteva diventare? Decise allora di trasformarsi in una bella trota e si tuffò in un laghetto di montagna.
Soltanto un dio si rifiutò di nascondersi, e chi poteva mai essere? Ovviamente lui, il capo, il grande Giove. "Ma come! Io, che sono il dio del cielo atmosferico, dovrei aver paura del nuvolone nero di Tifone?" La battaglia fu cruenta, e quella volta Giove se le prese di santa ragione. Pan, che osservava dal fondo del lago, decise allora di intervenire; saltò fuori dall'acqua trasformandosi di nuovo in caprone, si caricò Giove sulle spalle e lo nascose in una grotta. Lì lo curò dalle ferite e, di nuovo in forma, Giove chiese la rivincita al mostro. Stavolta vinse lui, afferrò il Tifone per il collo e lo rinchiuse di nuovo dentro l'Etna. Così gli antichi spiegavano le frequenti eruzioni del vulcano: era il mostro Tifone che si dimenava sotto terra facendo fuoco e fiamme! Tutti allora pregavano perchè non riuscisse a liberarsi con una devastante esplosione.
Ritornata la pace sull'Olimpo, tutti gli dei andarono a ringraziare Pan e Giove, per ricompensare il grande amico e salvatore, lo disegnò fra le stelle nel momento in cui saltava fuori dall'acqua: metà corpo mentre tornava ad essere caprone e l'altra metà ancora sotto forma di pesce. Così è nato il Capricorno!

Capricorno

Diciamo subito che le stelle del Capricorno non sono facilissime da trovare nel cielo di metà estate e dell'autunno, però, una volta scoperte, sono inconfondibili. Bisogna osservare attentamente l'illustrazione sopra: si vede il grande triangolo disegnato da tante stelle, che rappresenta il corpo di pesce con la coda (anche se a me sembra di più una grande conchiglia di paguro), con in alto a destra un triangolo più piccolo formato da tre stelle, di cui due sono le corna e la terza è il muso appuntito della capra. Facile no? Provateci anche voi!
Il Capricorno si trova sotto la costellazione dell'Aquila, che si sta buttando in picchiata sopra l'Acquario, ma questa è già la prossima storia.

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