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COME È FATTO L'UNIVERSO

Venere

Venere

Tantissimi saluti da Venere.
Qui devo indossare la maschera antigas
perchè nell'aria c'è l'anidride carbonica.
Devo fare attenzione a dove cammino
perchè c'è lava dappertutto e fa caldissimo!
Ogni volta che ti guardi attorno
ti sembra di essere al tramonto;
il cielo è sempre cupo e nuvoloso.
Mi manca tanto la nostra bella casa Terra.


Il pianeta dei vulcani

Venere, il pianeta dei vulcani
ricerca svolta dagli allievi della 1^D del Liceo Scientifico Peano di Cuneo - anno 2012
Venere è il pianeta più facile da osservare e anche il pianeta più luminoso nel cielo notturno.
Raggiunge la sua massima brillantezza poco prima dell’alba o poco dopo il tramonto.
Per questo è chiamata la “Stella del mattino” o la “Stella della sera”.
Venere è nota fin dalla preistoria; infatti è molto brillante e si può vedere facilmente ad occhio nudo, al massimo della sua luminosità, in quanto è 12 volte più brillante di Sirio, la stella più luminosa del nostro cielo.

Venere è il pianeta gemello della Terra:
I due mondi infatti sono molto simili x quanto riguarda criteri quali dimensioni e massa.

TerraVenere
Diametro (km)12.75612.104
Massa10,815
Volume10,88

Venere è il secondo pianeta in ordine di distanza dal Sole e il più vicino alla Terra.
La sua orbita è la più circolare e varia fra i 107 e i 109 milioni di km di distanza dal Sole.

ROTAZIONE
  • La sua rotazione attorno all’asse è di direzione contraria rispetto alla sua rivoluzione, per questo è detta retrograda e avviene in senso antiorario.
  • Questo fatto favorisce un fenomeno molto strano, un giorno su Venere, che corrisponde a 243 giorni terrestri, è infatti più lungo di un suo anno che corrisponde invece a 225 giorni sulla Terra.
STRUTTURA INTERNA
La parte interna di Venere è con ogni probabilità molto simile a quella della Terra: un nucleo ferroso di 3.000 km di raggio e un mantello di roccia fusa. I moti che avvengono in quest'ultimo producono delle pressioni contro la superficie di piccole aree, a differenza di ciò che avviene sul nostro pianeta, dove queste spinte si concentrano soprattutto in prossimità dei confini delle placche. Recenti risultati, ottenuti in base ai dati sulla gravità, mostrano che la crosta è più robusta e spessa di quanto si credesse in precedenza.
ATMOSFERA
  • Le condizioni sulla superficie venusiana sono molto differenti da quelle terrestri, a causa della spessa atmosfera di biossido di carbonio. La massa dell’atmosfera di Venere è costituita per il 96,5 % da biossido di carbonio, mentre il restante 3,5% è composto soprattutto da azoto. Al livello del suolo, la pressione è pari a circa 92 atmosfere: sul nostro pianeta, una pressione così alta si trova solo in mare, a 1 km di profondità. La temperatura al livello del suolo è compresa tra 446 e 482°C, cioè sul suolo venusiano i metalli come piombo e stagno fonderebbero: Venere appare decisamente un pianeta inospitale....
  • La grande quantità di anidride carbonica contenuta nell’atmosfera causa un potentissimo effetto serra, che in passato ha fatto evaporare tutti gli oceani di Venere riscaldando l’intero pianeta. -La mancanza di placche sulla crosta di Venere (dovute appunto alla mancanza di acque) impedisce una dispersione all’esterno del calore.
    Quindi Venere è il pianeta più caldo del sistema solare con una temperatura media di 457°.
La superficie di Venere
  • La maggior parte della sua estensione è occupata da pianure desertiche. La sua superficie è molto varia, infatti sono presenti anche delle vaste depressioni, due grandissimi altopiani e alcune regioni montuosi che alcune delle quali raggiungono i 10 km di altezza. Questi monti sono di natura vulcanica, e gran parte della superficie di Venere è coperta di lava solidificata. Una piccola parte di questi vulcani potrebbe essere tutt’ora attiva.
  • Le analisi compiute dalle sonde sovietiche indicano che la struttura della crosta e della superficie è simile a granito e basalto.
Le nubi
Nubi opache di colore giallo ricoprono stabilmente la superficie del pianeta, innalzandosi fino a 70 Km dalla superficie, le particelle che compongono le nubi devono essere sferiche, e quindi goccioline di qualche sostanza liquida piuttosto che cristalli di ghiaccio. Le basse temperature riscontrate alla sommità delle nubi (inferiori di almeno 20 °C rispetto allo zero) e l'indice di rifrazione escluderebbero l'acqua e tutte le altre sostanze più comuni, mentre sono in accordo perfetto con un composto a cui pochi avevano pensato : l'acido solforico. Piccole gocce di acido solforico spiegherebbero le foschie osservate ad alta quota sopra le nubi. I palloni sonda hanno distinto tre strati : lo strato superiore è formato da piccole goccioline di acido solforico ; quello mediano è costituito da goccioline grandi ma meno numerose ; quello più in basso, infine, è più denso e contiene le particelle più grandi. Sotto i 48 Km la temperatura è così elevata da vaporizzare tutte le goccioline, per quanto sia presente una foschia sino a 31 Km di altezza. Da qui fino alla superficie l'atmosfera è relativamente limpida.

Le piogge acide

Oltre che per la composizione, le nubi venusiane si differenziano da quelle terrestri anche per il meccanismo di formazione. Sul nostro pianeta le nubi si formano a seguito del raffreddamento di aria ascendente che provoca la condensazione del vapore acqueo presente. Le nubi di Venere assomigliano di più allo smog, in quanto sono il prodotto di una serie di reazioni chimiche tra anidride solforosa ed acqua. Le reazioni sono innescate dalla luce solare nella parte alta della coltre di nubi e dall'intenso calore più in basso. Lo zolfo e l'anidride solforosa sono stati probabilmente immessi nell'atmosfera da eruzioni vulcaniche. Salendo nella secca atmosfera si sarebbero combinati con lo scarso vapore acqueo presente, formando le nubi di acido solforico. Le piogge di acido solforico non riescono però a raggiungere la superficie. Infatti le gocce evaporano ad alta quota a causa dell'elevata temperatura. Sulla Terra, invece, lo zolfo prodotto dai vulcani, dai microrganismi e dal consumo dei combustibili fossili si dissolve nelle nubi e raggiunge il suolo con le piogge, danneggiando le foreste e i laghi.
I venti su Venere

Un dato interessante raccolto dal Mariner 10 riguarda la velocità con cui si muovono le nubi venusiane, calcolata pari a 100 m al secondo all'equatore; tale velocità equivale a circa una rotazione ogni quattro giorni terrestri. Sono state formulate molte teorie per spiegare l'origine dei forti venti che muovono le nubi di Venere.
La più plausibile, tuttavia, è quella che tali correnti aeree siano provocate dalle differenze di temperatura esistenti sul pianeta tra la faccia esposta al Sole, fortemente riscaldata, e quella immersa nell'oscurità della notte, ma questo modello sembra valido per valori di velocità attorno a qualche metro al secondo. Il fenomeno è comunque veramente strano. In superficie i venti sono praticamente assenti: si può parlare, al più, di una brezza leggera. Con la quota la velocità aumenta e tocca il massimo in corrispondenza dei tre strati di nubi. Sulla Terra l'atmosfera ruota praticamente di conserva con la superficie solida e le correnti a getto, dove le velocità del vento assumono valori simili a quelli venusiani, sono limitate a strette fasce in quota e latitudine.

LE FASI DI VENERE
  • A causa della sua orbita compresa tra la Terra e il Sole, dalla Terra Venere presenta delle fasi, analogamente alla Luna. Galileo Galileo fu la prima persona ad osservare le fasi di Venere nel Dicembre del 1610, notando anche cambiamenti nel diametro visibile del pianeta nella diverse fasi ed ipotizzando che fosse più distante dalla Terra quando era nella fase piena e più vicino quando era nella fase crescente. Queste osservazioni supportarono la descrizione eliocentrica di Nicolò Copernico del Sistema Solare.
  • Venere, come Mercurio, non è visibile dalla Terra quando è nella fase piena, siccome in quel periodo si trova nella congiunzione superiore, sorgendo e tramontando assieme al Sole quindi invisibile.
  • Venere può effettivamente essere visto, in rare occasioni, al mattino (prima dell'alba) e alla sera (dopo il tramonto) nello stesso giorno. Questo avviene quando Venere è alla massima separazione dall'eclittica ; il fenomeno si ripete con un ciclo di otto anni. In queste condizione il pianeta può essere visto due volte nello stesso giorno in un solo emisfero (Nord o Sud); l'evento più recente nell'emisfero nord è avvenuto il 29 marzo 2001 e nell'emisfero sud il 19 agosto 1999.
Sonde su Venere
Nel 1976 la sonda russa Venus o Venera10 poté inviare a Terra le prime immagini delle rocce superficiali del pianeta.
Altre immagini sono state inviate, oltre che dal Pioneer10, dalla sonda statunitense Magellano, lanciata nel 1989 ed entrata nell’orbita di Venere nell’anno seguente. Con le tecniche radar in grado di penetrare nell’atmosfera è riuscita a tracciare una mappa completa della superficie venusiana.
Curiosità
  • Venere è l'unico pianeta del Sistema Solare a portare un nome femminile, quello della dea romana della bellezza e dell'amore, madre di Enea.
  • Venere ruota su sè stesso in 243 giorni con moto retrogrado ed è pari a 2/3 del periodo di rivoluzione della Terra. La velocità di rotazione di Venere è molto bassa, 1.81 m/s; si pensa sia la conseguenza dell'impatto di un asteroide, che ha invertito il senso della rotazione. La lentezza della rotazione spiega anche l'assenza di schiacciamento ai poli. L'asse di rotazione del pianeta è inclinato sul piano dell'orbita di soli 2.6°, quindi su Venere mancano le stagioni.
  • Avendo i moti di rotazione e di rivoluzione direzione opposta, volge sempre lo stesso lato alla Terra.
  • La sonda americana Pioneer-Venus 2 ha rilevato un campo magnetico con un’intensità talmente bassa (un centomillesimo di quella terrestre) da non essere in pratica degno di nota. Si suppone che l’assenza del campo magnetico sia imputabile alla bassa velocità di rotazione del pianeta che impedisce la manifestazione dell’effetto dinamo da parte del nucleo di ferro fuso conduttore.
  • Come i primi quattro pianeti in ordine di distanza crescente dal Sole (Mercurio, Venere, Terra e Marte), si tratta di un pianeta roccioso e, con Mercurio, è l’unico pianeta solare a non possedere satelliti naturali.

Carta d'identità di Venere
DISTANZA MEDIA DAL SOLE: 108 MILIONI KM
DISTANZA MINIMA DAL SOLE: 107 MILIONI KM
DISTANZA MASSIMA DAL SOLE: 109 MILIONI KM
DIAMETRO: 12.300 KM
MASSA: 0,81 VOLTE QUELLA DELLA TERRA
VOLUME: 0,88 VOLTE QUELLO DELLA TERRA
ETIMOLOGIA
  • L’aggettivo venusiano derivante dal latino VENUS, è spesso utilizzato in riferimento a venere; tuttavia la forma più corretta sebbene quella di Venereo, derivata dal latino VENEREUS; il termine arcaico citereo dal latino CYTHEREA derivante dal nome dell’isola Citerea sacra alla dea Afrodite,è ancora occasionalmente usato. Venere è il solo pianeta del Sistema Solare che abbia ricevuto un nome di figura femminile.
  • Essendo uno degli oggetti più luminosi del cielo, il pianeta è conosciuto sin dall’antichità e ha avuto un significativo impatto sulla cultura umana.

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